(dma)
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Attraversata da due guerre e dall’ostracismo nazista, la vicenda
umana e artistica di Louis Christian Hess descrive una parabola
perfetta per un film. E’ adolescente quando la tisi distrugge la sua
famiglia: dei 6 componenti, nel giro di un decennio, il mal sottile
risparmia solo lui e la sorella Emma. Dopo una breve dispensa dal
servizio militare, nel 1916 è richiamato alle armi e destinato ai
riflettori, diviene così ignaro bersaglio luminoso, gli tocca
l’inferno della Somme e per sua fortuna la scampa.
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Christian Hess – “Angeli sulla trincea”
Acquaforte eseguita sul campo come
cartolina natalizia per i soldati.
(Fronte francese - Champagne - 1917) |
Ripudia la guerra tanto da disegnare angeli in trincea sulle
cartoline per i commilitoni che lo chiamano Christl per la sua aria
spaesata di povero Cristo e lui ne fa il suo nome d’arte. Dismessa
l'uniforme, compie i suoi studi all’Akademie der Bildenden Künste di
Monaco, non tarda a distinguersi tra gli artisti del suo tempo, le
riviste d’arte gli riservano la copertina, ma la sua libertà
d’espressione è soffocata dal regime.
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L’opera di Hess “Am Wasser”
sulla copertina della rivista “Jugend”
(Monaco di Baviera - giugno 1931) |
Nel 1931 il
misterioso incendio del Glaspalast riduce in cenere tutti i quadri
in mostra, poi la dissoluzione del Movimento Juryfreie di cui
è animatore e
la messa al bando dei suoi componenti. Seguono l’esilio a Messina,
poi la disillusione matrimoniale, i tentativi di suicidio,
la vana ricerca
di un rifugio in Svizzera,
di amici che non ci sono
più,
l’avventuroso ritorno in Baviera dove viene scoperto dalla Gestapo,
e le privazioni e gli stenti che lo portano nei sanatori. Scene
incalzanti che culminano nell’attacco aereo su Innsbruck che lo
ferisce e gli spezza la vita. Manca però il vero finale che avverrà
30 anni dopo, quando il protagonista risorge in Sicilia attraverso i
suoi dipinti messi in salvo dai bombardamenti da una donna
coraggiosa, la sorella Emma, che li custodisce affinchè se ne
possa compiere la Riscoperta.
Certo avrei
potuto pubblicare la storia in esclusiva, ma
senza quel finale
a che cosa
sarebbe servito uno scoop giornalistico di effimera durata? Per far
rivivere l’Arte di Hess ci voleva ben altro, bisognava documentare
le traversie politiche che avevano segnato la sua purtroppo breve
esistenza, catalogare la produzione nota, quella di cui
esistevano le foto (ma dispersa) e fare i restauri per
il logorio patito dalle tele nei vari spostamenti durante la guerra.
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Il
numero di agosto del 1924 della rivista
“Der Cicerone” (Archivio Christian Hess) |
Dunque l’avvio
della Riscoperta comportava la preventiva raccolta di una probante
documentazione, ricca di immagini
da far vedere a quanti avrebbero potuto appoggiare l’iniziativa.
Ma in che forma
mostrarla? Sarebbe stato logico passare il materiale in tipografia e
stampare un catalogo, ma non c’erano i soldi. Pensai allora di
comporre per Hess una monografia manufatta con lo stesso sistema
sperimentato per gli album di documentazione.
Ne parlai con il mio fraterno amico Venero Dominici, fotoreporter e
operatore della Rai che mi affiancava per i servizi televisivi e
anche per i dossier sugli eventi siciliani e le mostre in Europa.
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C. Hess – “Am Strand” (dalla
rivista
“Der Cicerone” – Lipsia agosto 1929) |
Con
l'altruismo
che lo ha sempre distinto Dominici si disse pronto a fare, di volta
in volta, le riprese senza alcun compenso e accompagnò con
entusiasmo il mio volontariato. Condivise il mio impegno con pari
trasporto anche Nuccio Cinquegrani che da quasi un decennio sapeva
di Hess essendo il marito dell’altra nipote del pittore, Antonia. La
collaborazione di mio cognato - che introdussi anche nell’attività
giornalistica - risultò assai preziosa
per la
realizzazione del progetto.
Ci vollero diversi anni per sviluppare studi e
ricerche sulla vita e l’opera di Hess, per le verifiche in Baviera,
a Bolzano la città natale, in Sicilia durante l’esilio quando il
giovane Guttuso lo vide dipingere, a Innsbruck dove trascorse la sua
adolescenza
e a Schwaz
dove
morì. Emma lavorò intensamente, traducendo documenti, annotando
date, nomi, luoghi,
episodi, determinante fu il suo aiuto per
ricomporre l’attività espositiva di
Hess in Europa
negli Anni 20 e 30, attraverso le recensioni di allora e per
rintracciare testimonianze in Germania, in Tirolo, in Svizzera e in
Sicilia lungo l’itinerario artistico del fratello.
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